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La complessità orografica del
massiccio del Proman, unita all'imponenza dei suoi
versanti (1800 m di dislivello dal fondovalle alla
vetta) ha da sempre suscitato l'interesse di viaggiatori
ed alpinisti che, a cavallo del 1800-1900, ne percorsero
i contrafforti minori, arrischiando la salita alla vetta
solo con guide esperte.
In vetta al Proman si può avere la fortuna di assistere
alle spettacolari
picchiate del falco pellegrino che dà la caccia
ai rondoni.
I motivi di interesse per una escursione al Proman sono
molteplici: la salita alla Colma di Premosello,
considerata la "porta occidentale" della Val Grande; il
percorso della mulattiera militare che, a quasi un
secolo dalla sua costruzione (era il 1916, durante la
prima guerra mondiale e faceva parte della famosa linea
difensiva Cadorna) conserva ancora intatti lunghi
tratti; le fortificazioni della vetta costruite nella
logica della "guerra di posizione".
Il grandioso panorama
circolare che spazia dal blu dei laghi, al bianco dei
ghiacciai (la parete est del Monte Rosa sembra a portata
di mano), al verde cupo delle valli. |