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16-17 Luglio 2005
La salita al Blinnenhorn - Due
giorni in alta quota

Per vedere le foto segui i link delle
parole
evidenziate.
L'Alta Formazza è sicuramente una delle terre alte che
prediligo: per la varietà d'ambienti, per la storia
plurisecolare e la sua fruibilità lungo tutto l'anno. Ma
anche perché permette con poco sforzo di immergersi in
un mondo, quello dell'alta quota, che altrove è precluso
a molti o è rovinato dagli interventi apportati per
renderlo "turisticamente appetibile"...
Non che qui la mano dell'uomo non abbia cambiato
l'aspetto del territorio, ma l'antropicizzazione di
questa valle ha comunque mantenuto un certo rispetto per
l'elemento natura e un giusto equilibrio che rendono
gradevoli anche le opere numerose soprattutto in bassa
valle.
L'avventura col mio piccolo gruppetto inizia al
parcheggio sotto la diga di Morasco, a quota 1'750
metri. Sono le 10 e il sole è alto e caldo ma una brezza
leggera rende gradevole il clima. Alle spalle ci siamo
lasciati nuvole ed afa della pianura e le notizie di
qualche scroscio d'acqua a casa non possono che renderci
felici di essere quassù!
Finiti i
preparativi e apportata qualche correzione a
qualche zaino preparato non proprio alla perfezione, si
parte in direzione del Rifugio Città di Busto: ci
aspettano 700 metri di dislivello e due o tre ore di
cammino. Cominciamo l'escursione e costeggiamo il
lago, già preso d'assalto da numerosi turisti
ed escursionisti arroganti che ignorano i cartelli di
divieto di transito e alzano nuvole di polvere sullo
sterrato con le loro auto: per fortuna ci portiamo
velocemente all'alpeggio che segna l'inizio vero e
proprio della salita verso il Bettelmat,
altopiano meraviglioso ricco di acqua ed erba
morbida, l'ideale per il pascolo del bestiame ancora
numeroso in queste zone...e anche per il
nostro pascolo. Ci fermiamo ai margini del
torrente con delle
cascate bellissime a mangiare e a riposare un
po' le gambe prima della rampa finale che copre gli
ultimi 300 metri di quota. Le montagne intorno sono
solitarie e presentano
fenomeni geologici dovuti all'erosione
davvero notevoli. Anche la
flora è ricchissima e quanto mai
varia con numerosi
ranuncoli e
genzianelle che colorano i prati intorno; i miei
compagni di avventura sono
curiosi e si appassionano a tutto quello che
incontriamo.
Riprendiamo il cammino e dopo nemmeno un'ora
siamo in vista del bellissimo
Città di Busto. Attorno a noi il panorama è
splendido e ovunque si guardi le montagne incorniciano
questo bizzarro altopiano a quasi 2'500 metri di quota.
Sistemiamo gli zaini nella nostra accogliente
camera....non prima di aver tolto gli scarponi come il
cartello multilingue ricorda all'escursionista
distratto...poi un
attimo di riposo e via di nuovo ad esplorare
l'ambiente circostante per capire assieme quello che ci
aspetta domani e quello che ci circonda. La
stupenda
Punta d'Arbola cattura subito l'attenzione di tutti
e ridendo e scherzando ci beviamo i primi quaranta
minuti del sentiero che dovremo affrontare l'indomani...potenza
del panorama.
Arriviamo alla diga del Sabbione, da dove la vista
spazia sull'omonimo ghiacciaio ormai in costante ritiro.
Solo un anno fa lo stesso era vistosamente più esteso e
il manto glaciale decisamente più alto.
Il sole comincia ad abbassarsi e a
colorare di rosso le vette e la fame si fa
sentire. Torniamo al rifugio per la cena e facciamo
l'unico incontro con un
cervide
di questi due giorni....non è proprio il massimo ma
bisogna accontentarsi.
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