Uomini e Montagne. Blinnenhorn,due giorni in alta quota



Blinnenhorn - quota 3'374

 16-17 Luglio 2005

La salita al Blinnenhorn - Due giorni in alta quota

Per vedere le foto segui i link delle parole evidenziate.

Mangiamo tutto di gusto, anzi le porzioni sono insolitamente ricche e alla fine siamo satolli: poi tutti a dormire immersi in un silenzio incredibile. Al mattino sveglio tutti alle 5 e 45, qualche nuvola minacciosa arrossa il cielo all'alba ed è meglio fare in fretta prima che il cielo si copra del tutto.

In un attimo facciamo colazione e ci prepariamo: poi tutti in marcia verso la meta! In breve superiamo la diga; al nostro passaggio marmotte curiose ci scrutano pensierose prima di svanire in uno delle migliaia di buchi che costellano questi pendii.

Il percorso si snoda attraverso passaggi che sembrano tipici di montagne lontane, con ponti di legno sospesi su torrenti e montagne ghiacciate tutte attorno. In un'ora siamo già in vista del Rif. Claudio Bruno e trecento metri sopra le nostre teste si intravede gente che si appresta a partire dal Rifugio 3A a oltre 2'900 metri di altezza.

Da qui il sentiero si fa più faticoso, con ghiaioni interminabili che salgono impennati senza nemmeno la possibilità di intravedere la nostra meta. La quota aumenta e la fatica anche: a 3'100 metri arriviamo alla sella del Ghiacciaio del Griess: finalmente appare la vetta del Blinnenhorn, ormai vicina ma con l'ultima faticosissima rampa da affrontare. Ci riposiamo qualche istante: intorno a noi il panorama aiuta a sopportare il sole e il vento; gli ultimi duecento faticosissimi metri sono tremendi... siamo stanchi ma grintosi.

Ed eccoci finalmente tutti in vetta, qualcuno ringrazia l'intercessione divina per avergli fatto trovare le forze necessarie, poi le foto di rito a 360° prima di riprendere velocemente la discesa. Qui in cima tira vento e non fa propriamente caldo! Per abbassarci velocemente lasciamo il sentiero di salita e ci avventuriamo attraverso i ghiaioni più inclinati e i piccoli nevai che macchiano il versante ovest della montagna....per qualcuno è il primo impatto con la discesa ripida sulla neve ma supera egregiamente l'esame...

Velocissimi ci riportiamo ai 2'800 metri del Claudio Bruno e trovato un'angolino isolato ci abbandoniamo ad un meritato riposo e a una bella mangiata. La discesa è ancora lunga però e si riparte in fretta: per il ritorno decido di non seguire l'itinerario dell'andata e ci abbassiamo in fretta sotto la diga dei Sabbioni, dove camminiamo coi piedi nel torrente per alleviare il caldo che aumenta mano a mano che perdiamo quota. Gli ultimi sforzi che comunque ci regalano ancora qualche sorpresa e qualche incontro gradito, un giglio stupendo e poi lo scivolo finale che porta al termine di questa mini avventura di due giorni: stanchi ma felici e pronti a ripartire.

Complimenti a Laura, Milena, Alessandro e Andrea!

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