Uomini e Montagne. In Val Dumentina



In Val Dumentina

 Domenica 10 Aprile 2005

 L'anello di Sarona e dell'Alpone

Per vedere le foto segui i link delle parole evidenziate.

Finalmente dopo una settimana di tempo decisamente brutto un bel cielo azzurro lascia che il sole illumini le Alpi. Sembra di essere tornati a gennaio vista la quantità di neve che ha ricoperto le montagne anche a quote modeste.

Dopo un rapido rendez-vous ci portiamo alla partenza del sentiero che da Curiglia (667 m) porta all'Alpe Sarona. Il paese è caratteristico: tutto in pietra, con le sue minuscole vie  e gli avvisi affrescati sui muri delle abitazioni ci ricordano che rispettare i luoghi in cui si va è un'abitudine gradita da molti anni. 

Ci incamminiamo per la mulattiera sotto un gradito sole, purtroppo a volte spezzato da qualche raffica di vento pungente, il ghiaccio nelle pozzanghere conferma la piccola regressione invernale.

In breve, nonostante qualche trascurabile affaticamento nel gruppone piacentino, siamo all'Alpe Sarona (944 m). Un piccolo mondo perfettamente conservato, un angolo di vita rurale che ancora oggi continua a vivere. La vista da qui è stupenda e la mancanza di nuvole ci regala un bel panorama sulle vette innevate delle Alpi piemontesi e Valdostane. questi posti hanno millenni di storia come testimoniano le numerose coppelle votive sulle lastre di granito utilizzate per costruire le baite. sono state lasciate dai celti che in epoca neolitica popolarono queste valli e lasciarono i loro misteriosi segni del loro culto per la natura.

L'arrivo primavera comunque è ormai questione di giorni anche qui, oltre alle onnipresenti primule anche dei bellissimi cespugli di viole annunciano l'arrivo della nuova stagione. Anche i nuovi faggi fanno capolino tra le foglie secche. Continuiamo la salita a tornanti che ci porta alla massima elevazione di oggi: l'Alpone (1200 m).

è ormai mezzogiorno e camminiamo da un'ora e mezza. La fame comincia a farsi sentire così come gli zaini sulle spalle visto che in puro stile romagnolo sono carichi di viveri, una foto ricordo vista lago e poi subito a cercare un posto riparato per pranzare.....fortunatamente l'agriturismo non ha ancora aperto la stagione altrimenti qui sarebbe probabilmente finita la giornata...

Ci appollaiamo in vetta ad un piccolo rilievo e diamo sfogo allo stomaco: il menù comprende anche due torte che DEVONO essere finite prima della discesa. Il panorama anche qui è stupendo. A Nord lo Zeda appena imbiancato sovrasta quasi il Monte Rosa sulla sfondo; alle nostre spalle uno splendente Monte Tamaro più bianco che mai comincia ad essere inghiottito dalle nuvole.

Finito l'attimo di relax e riempita a dovere la pancia ci buttiamo a capofitto, non senza qualche problema di stabilità, nella discesa verso Viasco. A parte un paio di scivoloni sulle foglie il sentiero ripido viene superato da tutti quanti senza danni. Da questo versante della montagna possiamo avere una panoramica fantastica su Monteviasco, meta dell'escursione di domenica prossima. alleggeriti gli zaini dalle vettovaglie la discesa procede rapida fino al piccolo nucleo di baite di Viasco. Qui il sole caldo e la paglia morbida hanno la meglio sui miei compagni di viaggio, quasi tutti alle prime esperienze in montagna ma comunque bravi...alla prossima!

 



Copyright Enrico Giammaria 2004 - 2006                   Ultima modifica:12/04/2007 <% = ultima_modifica_pagina() %>

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