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Settembre 2006
Dalle rocce dell'Alta Formazza
alle acque dell'Alpe Veglia

Per vedere le foto segui i link delle
parole
evidenziate.
Partenza così così per questo ultimo trekking
dell'estate. Nuvole basse, visibilità 20 metri, leggera
pioggerellina. è una settimana che il tempo fa i
capricci, la salita che porta al Bettelmatt è satura
d'acqua e per non distruggere le gambe dei miei poveri
compagni d'avventura decido che oggi è meglio seguire la
sterrata dell'ENEL.
L'ultimo tratto che porta al Città di Busto per qualcuno
poco allenato è già un buon assaggio di ciò che ci
aspetta nei prossimi giorni...
Il Rifugio appare come un miraggio completamente avvolto
dalla
nebbia...tanto che all'inizio anche io che ormai
sono di casa lo scambio per l'arrivo della teleferica...Arrivo
al rifugio per ultimo dopo aver effettuato un piccolo
servizio scopa e già trovo qualcuno indaffarato con
formaggio e vino...
Il giorno dopo per i più in forma è prevista la salita
al Blindenhorn...ma anche oggi il tempo è tutt'altro che
bello. Si parte ugualmente e si arriva fino al Claudio e
Bruno dove inizia a piovere. Dopo la sosta forzata con
un piccolo gruppetto di temerari riprovo a partire per i
ghiaioni che portano all'agognata meta.
A
quota 3100
nevicare e non si vede a un palmo dal naso. Giornata
storta ma almeno qualcuno ha avuto il suo battesimo dei
3000 metri! Riprendo il resto del
gruppo e rientriamo alla base, altri hanno pensato
bene di spostarsi al 3A...a mangiare e a bere!!
Il terzo giorno appare migliore subito all'alba,
scendiamo di nuovo al
Lago di Morasco che questa volta ci appare avvolto
dal sole e dai fischi delle marmotte. La nostra nuova
meta è il Lago Vannino nella omonima e
stupenda vallee.
La giornata è fresca e il cammino attraverso i larici
della valle piacevole. Sono montagne bellissime, con
contrasti netti tra le rocce spoglie delle
pareti verticali e le acque e la vegetazione delle
strette valli scavate dai
torrenti.
Il quarto giorno ci aspetta una lunga tappa che ci
porterà fino all'Alpe Devero. Costeggiamo il
Lago del Vannino che ancora non si è fatto
pienamente giorno per poi salire verso la Scatta Minoia.
Superato il passo, con
qualche numero da circo dovuto alla neve,riposiamo e
ci scaldiamo nel bivacco Conti. Fa un freddo becco e
anche dentro alla costruzione di cemento non resistiamo
più di 10 minuti. Cominciamo la discesa lungo quello che
probabilmente è il più bello dei sentieri dell'intero
trekking.
Entriamo nel cuore del Parco Natura Veglia Devero... e
si vede! Percorriamo immense praterie d'alta quota. Sono
zone umide, caratterizzate da incredibili fioriture di
eriofori. Le infiorescenze bianche ricoprono ogni
specchio d'acqua presente sugli altopiani.
Lo
spettacolo è mozzafiato. Si cammina su di un morbido
cuscino di graminacee punteggiato dai non ti scordar di
me e da minuscole rane che saltano da ogni parte.
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