Uomini e Montagne. Sentiero delle Orobie.



TREKKING NEL CUORE DELLE OROBIE

 21 - 27 Agosto 2005

Sette giorni sulle stupende montagne tra Valtellina e bergamasca.

    In collaborazione con ASKOS

Il gruppone al gran completo

Per vedere le foto segui i link delle parole evidenziate.

Inizia subito all'insegna del bagnato questo trek di fine Agosto. Già alla partenza di Valcanale il cielo ci fa capire che non ha la minima intenzione di lasciar filtrare un briciolo di sole. Pazienza, una controllata agli zaini dei miei nuovi amici, una alleggerita da inopportuni gadget (tra cui un grazioso asciuga capelli...) e poi si parte alla volta del Rif. Laghi Gemelli. Piove così forte che non riesco nemmeno a scattare una foto se non arrivati al passo, in vista del lago che ormai è ai minimi termini dopo questo anno avaro di precipitazioni (fino ad oggi)...

La prima dura salita ha già lasciato il segno e qualcuno lamenta i primi dolori e vecchi acciacchi che ritornano, ma nonostante tutto l'umore è alto e basta una stufa per riscaldarsi un po' e per asciugare o quasi i calzini: comunque ci è andata bene perché il giorno prima è caduta una grandinata che sicuramente sarebbe stata ben più fastidiosa viste le dimensioni dei "chicchi". L'indomani sembra che il cielo voglia risparmiarci, ma sicuramente non patiremo il gran caldo! Salutiamo ancora all'alba il Rifugio Laghi Gemelli avvolto da una nebbia suggestiva e circondato dai cavalli al pascolo.

Percorriamo uno dei tratti più caratteristici dell'intero Sentiero delle Orobie, un lungo tragitto scavato sulla roccia a picco su Carona, ancora oggi utilizzato dai tecnici delle dighe per spostarsi da un bacino all'altro. è un continuo susseguirsi di laghetti, ormai assetati e ridotti a poco più che pozze, e gallerie immerse nella vegetazione tipica di questa quota: nulla a che vedere con l'ambiente d'alta quota che ci aspetta nei prossimi giorni. Arriviamo al Rifugio Calvi non senza problemi...

Arianna ha un ginocchio gonfio come un melone e non riesce più a flettere la gamba: l'indomani tenterà coraggiosamente di proseguire ma purtroppo dovrà abbandonare la comitiva per scendere a valle...mancano ancora cinque giorni e non è il caso di fare fesserie. Comunque bravissima!

Finalmente le nuvole lasciano un può di spazio ad un barlume di sole; mai troppo comunque! Oltrepassiamo le sorgenti del Brembo e ci alziamo rapidamente verso il Passo di Valsecca, all'ombra del bellissimo Diavolo di Tenda. La salita al passo è impegnativa ma arrivati allo "scollinamento" qualcuno ci aspetta curioso...qui spesso si fanno incontri ravvicinati perché gli stambecchi vengono a partorire sulle pareti scoscese di queste montagne. Alcuni fortunati riescono anche a vedere un ermellino con la sua preda in bocca: questione di secondi e il simpatico animale scompare tra le pietre.

Oltrepassiamo il bivacco Ferrari e il lungo sentiero esposto in quota che ci porta dopo tanta fatica all'ormai agognato Rifugio Brunone: anche io che mi sono accollato due zaini per facilitare qualcuno posso godere del meritato di integratore salino....

Vista la stanchezza del gruppo e svariati problemi ortopedici comparsi dopo il tappone decido che è meglio per tutti prendere un giorno di riposo e tagliare una tappa al tour. Ci fermeremo al Brunone un giorno in più per ritemprare le forze e per guarire i numerosi acciacchi. L'alba del terzo giorno è fantastica anche se non limpidissima: con qualche volenteroso mi porto in direzione della vedretta del Redorta, una delle montagne simbolo delle Alpi Orobie con i suoi 3'029 metri di quota. Così abbiamo anche l'occasione di incontrare un paio di giovani femmine di stambecco al pascolo.

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Copyright Enrico Giammaria 2004 - 2007                   Ultima modifica:12/04/2007

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