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21 - 27 Agosto 2005
Sette giorni sulle stupende
montagne tra Valtellina e bergamasca.
In
collaborazione con
ASKOS

Per vedere le foto segui i link delle
parole evidenziate.
...SEGUE... Riusciamo a scorgere in
lontananza alcuni escursionisti che risalgono le
faticose catene che portano al Simal, il tratto alto del
Sentiero delle Orobie che purtroppo dovremo saltare per
dirigerci direttamente al Rifugio Barbellino. La sera il
tramonto è semplicemente splendido con i
colori del
crepuscolo che vengono esaltati dalle nuvole che rapide
passano da un versante all'altro della montagna
sfiorando il
Diavolo e la luce che contrasta con
l'oscurità già scesa sul fondovalle.
Un'altra mangiata a base di polenta e stufato,
due
partite a carte con le incomprensibili "bergamasche" poi
tutti in branda, qualcuno approfitta del buon Antonio
per un
massaggio ai piedi... sul
rifugio cala una
notte
stellata, la prima da quando siamo partiti. Al mattino
siamo tutti pronti per la lunga giornata che ci attende:
si vedono però gli effetti di questi primi quattro
giorni di cammino. I
teneri piedi dell'uomo di pianura
urlano vendetta e implorano passeggiate sulla spiaggia!
La discesa a Fiumenero è massacrante per le povere
ginocchia di Alex e le vesciche di Giuseppe e Lorenza.
Il sentiero però è ricco di
angoli paradisiaci, così tra
una cascata e una
pozza verde smeraldo ci abbassiamo di
1500 metri. Stringendo i denti arriveranno tutti a valle
ma Alex e Lorenza non possono andare oltre, non riescono
più a fare un passo per il dolore e Sara e li dovranno
accompagnare a casa . Il gruppo perde così
quattro amici e ne guadagna uno nuovo. Si unisce a noi
per gli ultimi tre giorni Mario, al suo battesimo con la
montagna. La
voglia di scherzare per fortuna non manca!
Intanto ricomincia a piovigginare e il sentiero
panoramico si immerge nelle nuvole... La prossima meta è
il rifugio alla diga del Barbellino: lo raggiungiamo
dopo aver superato il sempre troppo affollato
Curò e dopo aver
costeggiato il
bacino artificiale anche qui ai minimi
termini.
Alla sera un super piatto di pizoccheri aiuta a
dimenticare la fatica. Al mattino salutiamo il sempre
gentilissimo e simpatico
Maurizio e ripartiamo verso il
Passo di Pila: dall'altra parte c'è Ulisse, un
malgaro di settant'anni incredibile.
Ci accoglie nella sua
stupenda malga a picco sul
Lago di Belviso a braccia aperte: assieme a lui passiamo tre ore
a base di
polenta, spinaci selvatici,
formaggio e salumi
senza eguali. Ci si immerge in una dimensione non più
nostra e tutti danno
una mano più che volentieri e
Galdino può finalmente parlare di formaggio con uno che
se ne intende!
Dopo pranzo c'è anche il tempo per un piacevole incontro
con
una vipera; forse solo per me viste le reazioni
quando sono entrato nella malga con la bestiola in mano.
Ripartiamo per l'ultima tappa del nostro giro con
l'animo riempito dalla gioia di
Ulisse che a malincuore
ci lascia continuare il viaggio. Qualche marmotta lungo
il breve tratto che ci porta al rifugio Tagliaferri e in
un lampo siamo già alla
Campana dedicata ai Caduti che
sorge da qualche anno proprio sul passo...ma il rifugio
dov'è?! Sparito
nella nebbia più fitta che mai!
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