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Domenica 13 Marzo 2005
Salendo da Macugnaga
verso il Passo del Turlo

Per vedere le foto segui i link delle
parole evidenziate.
L'escursione di oggi doveva essere una delle ultime
ciaspolate della stagione, quest'anno assai avara di
neve a Sud delle Alpi. La giornata limpidissima e il
Monte Rosa che fa capolino all'alba alla finestra di
casa mia sono il preludio di una giornata fantastica, si
parte così alla volta di Macugnaga, in valle Anzasca. Le
previsioni meteo non si smentisco e l'alta pressione che
sovrasta mezza Europa permette una visibilità
assolutamente perfetta, all'ingresso in valle dalla
vetta della
Punta Gniffetti (Signalkuppe 4554m) è ben
visibile il rifugio Regina margherita, il più alto
d'Europa.
Parcheggiamo a Borca, frazione di Macugnaga, che come il
resto del paese tradisce le sue origini walser dalle sue
architetture e dai cartelli stradali
bilingue. Imbocchiamo la salita che ci
porterà nella Val di Quarazza, lungo una delle tappe che
percorreremo questa estate durante il
Tour del Monte Rosa. Sarà la tappa più lunga
e dura dell'intero periplo del massiccio, nove ore che
ci porteranno dal Rifugio Oberto Gaspare (2800 m) al
bellissimo ed accogliente Rifugio Fratelli Pastore (1575
m). Oggi ci accontenteremo di arrivare ai piedi della
salita che porta in cima al
Colle del Turlo.
Si parte nei pressi della miniera
di Borca, un tempo molto attiva, poi abbandonata ed ora
recuperata a
scopo didattico. Ed ecco subito una sorpresa
che rende già la giornata proficua: poche centinaia di
metri attraverso il bosco spoglio e facciamo un bel
incontro con un
camoscio. Per nulla intimorito si fa scattare
qualche foto e poi con estrema calma continua a brucare
tra il fogliame.
Riprendiamo la salita che che solo nel primo tratto è un
po' faticosa visto che la neve sul sentiero si è
ghiacciata durante la notte. Superiamo il Lago delle
Fate, immeritevole del nome che porta perché è stato
irrimediabilmente rovinato da una orrenda diga che
deturpa il paesaggio, ci portiamo così all'ingresso vero
e proprio della valle dove ci si para innanzi lo
spettacolo del Colle inondato di luce. La valle è
aperta e fa un caldo gradevole dopo i geli patiti le
ultime settimane,
Il sentiero lo conosco molto bene ma è la prima volta
che lo percorro in pieno inverno, la sensazione però è
sempre quella: si ha subito l'impressione
che la strada non finisca mai......ed è vero. Più di
quattro interminabili chilometri pressoché piatti a
preludio dei 1300 metri di dislivello tutti d'un fiato:
per chi non è allenato è una salita al Golgota.
Voltandoci indietro scorgiamo il
Passo del Moro, stupendo balcone del TMR sulla Est
del Rosa, dove sorge il Rifugio Oberto Gaspare e linea
di confine con la Svizzera e la Valle di Saas. Circa a
metà della valle si attraversa la
Città Morta, rovina del villaggio abitato dai
minatori che sfruttavano le numerose miniere nelle
piccole e strapiombanti valli laterali, alla ricerca
dell'oro che ancora oggi si può trovare setacciando nel
torrente Anza e nel Quarazzolo.
Tutto intorno è un ribollire d'acqua: piano piano il
disgelo sta facendo tornare alla vita questi boschi
di larici che in estate abbondano di rivoli e tanta
soffocante umidità. Anche le belle ed
imponenti cascate che incorniciano il percorso
cominciano a liberarsi dalla morsa del ghiaccio e mano a
mano che il sole si alza si sentono i rombi delle
colate che crollano
più in alto.
Attraversiamo il
ponte sul Quarazzolo e con un ultima mezzora di
cammino arriviamo all'Alpe di "Prelobia
di sotto": qui inizia la vera salita al passo e qui
ci fermiamo noi per oggi, a godere del primo caldo sole
primaverile e fare il
punto col GPS in attesa del vero assalto che daremo
al Turlo ad Agosto.
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